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La gente non legge su internet. Al giorno d’oggi si è molto più attratti da un tutorial o da poche righe di testo rispetto ad un corposo paragrafo, è proprio per questo motivo che attirare l’attenzione del lettore sta diventando sempre più complesso.
Ma perchè la gente non legge? Fondamentalmente un articolo deve principalmente interessare, ma deve anche essere scritto bene, quando un testo non scorre anche il più appassionato dei lettori si arrenderebbe. Se la gente è interessata, invece, legge eccome!
Chi legge per prima cosa opera una esplorazione della pagina, individuando cosa può essere saltato e dove sono le informazioni più importanti. Questa è una sorta di tecnica di sopravvivenza per la nostra mente, vista la mole di informazioni che ci continuano a bombardare sui vari device.

 

Quindi, come fare per scrivere per il web?

Titoli:

Il titolo o headline, rende subito chiaro all’utente ciò di cui si andrà a parare nel paragrafo sottostante, è il primo contatto col lettore e già in questo punto si decreterà la vittoria o la perdita dell’interesse dello stesso.
Un buon trucco per fare in modo che il lettore legga il nostro paragrafo è inserire numeri o dati all’interno del titolo, facendo ciò si dà la sensazione di divulgare informazioni oggettive e provate.
Nel titolo è importante ricordare anche di inserire le parole chiave per la SEO, in modo da far percepire a Google di cosa si andrà a parlare nel testo.

 

Paragrafi:

Jakob Nilsen, noto informatico danese specializzato nell’usabilità, ha operato degli studi sull’eye tracking, dimostrando che il lettore online ha una tecnica di lettura ad F.
I test lo confermano: “Il crollo della lettura avviene tra il terzo e quarto paragrafo: l'81% degli utenti legge il primo capoverso, il 71% il secondo, il 63% il terzo, solo il 32% il quarto” (Fonte: Nilsen).
Per non perdere il nostro lettore è importante alleggerire il viaggio all’interno della nostra pagina con qualche immagine e suddividendo il testo in mini-paragrafi introdotti sempre da un titoletto. Inoltre, i mini-paragrafi dovrebbero seguire una struttura a piramide rovesciata, lasciando le informazioni più generiche, individuabili all’interno delle 5W, all’inizio e quelle più ricche di dettagli alla fine in modo da far continuare la lettura solo ai veri interessati.

 

Seo:

Google cosa preferisce? Testi lunghi o corti?
Neil Patel studioso dei testi per il marketing digitale e cofondatore delle società di analisi KISSmetrics, ha analizzato che i primi 10 risultati all’interno della SERP contengono più di 20.000 keyword. Lo statista ha inoltre affermato che indipendentemente dal numero di keyword i testi tra i primi 10 risultati contengono almeno 2.000 parole ciò significa che la lunghezza di un testo incide sull’algoritmo. Un testo ricco di informazioni e keyword sarà più interessante agli occhi di Google che lo porterà tra i primi risultati.

 

Testi:

Ci sono delle regole implicite nella scrittura di un testo online. Sono piccoli dettagli che fanno la differenza. Alcuni esempi:
- il grassetto, rende ben visibile le parole chiave che identificano l’argomento del paragrafo,
- il corsivo identifica le parole non italiane
- il sottolineato ricorda i link
- Ed è bene evitare di usare troppi punti esclamativi o il MAIUSCOLO, questi vengono percepiti con tono aggressivo e danno la sensazione che le cose vengano urlate.

Content is king era il titolo del saggio di Bill Gates pubblicato da Microsoft nel 1996, è questa la vera chiave di volta di un sito. Se il blog o la pagina più rinomata di Google contiene contenuti vuoti e che non apportano nessun vantaggio al lettore sarà come una qualsiasi pagina online. Un sito fatto bene e con contenuti interessanti arricchirà il lettore che ricambierà con la sua fiducia. Nessuna azienda è troppo piccola per non giocare questa partita.
Raccontaci la tua storia, noi di ST possiamo aiutare il tuo blog a rendere al meglio delle sue capacità.

 

 

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