2015: cosa cambierà in materia di commercio elettronico

Vendere online è un fenomeno in costante crescita, sia nei Paesi europei sia in quelli extra-europei. Con l’obiettivo di semplificare gli adempimenti fiscali a imprenditori e professionisti che scelgono di percorrere questo canale commerciale, a partire dal prossimo 1⁰ gennaio 2015 entreranno in vigore alcune importanti norme che avranno conseguenze visibili per tutti coloro che intendono sfruttare le potenzialità dell’e-commerce.

La disciplina va applicata in modi differenti, declinati a seconda della tipologia di commercio elettronico e del cliente fruitore del servizio.

Commercio elettronico diretto:
E’ la compravendita di servizi e beni virtuali in cui la totale transazione commerciale avviente online. Quest’operazione, in cui l’intervento umano è ridotto al minimo, è possibile solamente se si dispone di una connessione internet o di una rete elettronica. A seconda che il cliente sia un consumatore finale o un soggetto economico, l’applicazione dei criteri di territorialità variano: nel primo caso, la rilevanza Iva scatta nel Paese del prestatore di servizi, mentre nel caso in cui il cliente sia un soggetto passivo Iva, l’operazione si considera rilevante nel Paese in cui egli è stabilito.

A partire dal 1⁰ gennaio 2015, infatti, per effetto delle modifiche operate agli articoli 58 e 59-bis della direttiva 2006/112/Ue, cambiano i criteri di territorialità applicabili ai servizi di commercio elettronico erogati nei confronti di privati comunitari.

Cosa cambia? In sostanza, le prestazioni rese da un soggetto passivo italiano a un consumatore finale comunitario si considereranno effettuate nel luogo in cui il fruitore del servizio è stabilito, ha il suo domicilio oppure la sua residenza. A partire dal prossimo gennaio, infatti, i clienti finali comunitari pagheranno l'Iva nel proprio Paese, a prescindere dal luogo in cui è stabilito il prestatore.

I prestatori di servizio, invece, non saranno gravati da ulteriori oneri perché non dovranno identificarsi nei diversi Stati membri. Potranno, infatti, effettuare il pagamento, usando il regime agevolato del mini sportello univo Iva (a partire dal 1⁰ottobre 2014 sarà possibile effettuare la registrazione nel sito dell’Agenzia delle Entrate, al portale web del Moss.

I corrispettivi, invece, dovranno essere documentati con la fattura, perché le stesse non sono esonerate dagli obblighi di certificazione previsti dalla normativa Iva.

Per ricevere ulteriori informazioni, contattaci all’indirizzo [email protected]. Ti metteremo in contatto con i nostri professionisti esperti in materia fiscale.

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