Google dice "Basta" ai pop-up intrusivi

La premessa vi piacerà... il resto del post, forse un po’ meno, ma si accettano scommesse :)

Finalmente, siamo alla resa dei conti. Il Natale è alle porte, l'albero è addobbato, il cenone è organizzato e la lista dei buoni propositi per l'anno nuovo è quasi pronta. Chi di voi non ne fa? C'è chi vuole dimagrire, chi vuole imparare il francese, chi ha il libro da leggere, chi vuol fare giardinaggio... E poi c’è qualcuno che questi buoni propositi li rispetta davvero. Stiamo parlando di Google, che ha annunciato che dal prossimo 10 gennaio 2017, nei risultati di ricerca verranno penalizzate quelle pagine che mostrano contenuti interstiziali, che risultano troppo intrusivi per gli utenti: in parole povere, Google dichiara guerra ai pop-up e agli annunci a piena pagina che appaiono navigando su alcuni siti web.

Attenzione, però: questo non significa che andranno al rogo tutti i pop-up, ma solamente quei banner che coprono l’intera pagina, ossia quelli per cui l’utente deve effettuare un’azione prima di poter accedere al contenuto principale.

popup

Pop-up: cosa sono e pechè piacciono tanto ai markettari

Il pop-up è un elemento grafico (riquadro o finestra) che compare automaticamente durante l’utilizzo di un’applicazione e in determinate situazioni, con lo scopo di catturare l’attenzione dell’utente e il suo utilizzo iniziale era proprio quello di mantenere nettamente separata la pubblicità dal contenuto di un sito web.

I pop-up quasi sempre interrompono l’azione che sta svolgendo un utente e lo distraggono (ecco perchè Google non li ama), ma a volte possono essere utili ed estremamente performanti. In linea generale, possiamo distinguere diversi tipi di pop-up:

  • Pop-up a tempo: compaiono su una pagina web dopo un determinato tempo ed è proprio il timeout a rappresentare il fattore chiave per il successo dell’azione di marketing (un timeout troppo lungo rischia di non far mai visualizzare il pop-up ed uno troppo breve rischia davvero di essere troppo fastidioso).
  • Scroll pop-up: compaiono solamente nel momento in cui l’utente raggiunge un certo punto di una pagina web (consiglio: provate a farli apparire da metà pagina in poi; di solito, si rivela essere il compromesso giusto).
  • Clic pop-up: compaiono dopo che l’utente clicca su un link e vanno a sostituire le tradizionali landing page, evitando all’utente di aprire una nuova pagina.
  • Pop-up di uscita: usati pochissimo, compaiono quando l’utente sta per lasciare una pagina (es. mentre digita qualcosa sulla barra degli indirizzi).
  • Pop-up di entrata: compaiono la prima volta in cui l’utente entra in un sito; solitamente vengono sconsigliati (in favore del pop-up a tempo), perchè interrompono la navigazione prima ancora che questa possa iniziare.

Attorno al pop-up si è sviluppata con il tempo una certa avversione da parte degli utenti, siete d’accordo? Però, non facciamo di tutta un’erba un fascio e, se vengono utilizzati come si deve, sono utili. Anzi, molto utili e più performanti rispetto ad altri strumenti. Il motivo è fatto da un mix di punti:

  1. L’utente è utonto: gli utenti sono pigri, magari interessati ai vostri contenuti, ma in ogni caso pigri. Ecco perchè spesso i box o le pagine che li invitano ad iscriversi ad una newsletter performano poco più di zero (ammettetelo: quante persone si iscrivono alla vostra newsletter con questo sistema?) e i pop-up con una call-to-action coi fiocchi convertono il triplo; facilitano l’utente a fare quello che vorrebbe fare.
  2. Danno visibilità ai contenuti importanti: questo mese ci sono dei prodotti in saldo o delle promozioni? State organizzando un evento importante? Il pop-up, se utilizzato per periodi di tempo limitati, aiuta ad evidenziare il messaggio più importante che il sito (alias l’azienda) vuole comunicare al suo target.
  3. Rendono dinamico un sito web: i pop-up consentono di differenziare il sito web, lo rendono “vivo”, in un certo senso, senza dover effettuare grossi cambiamenti strutturali al sito web.
  4. Mantengono le distanze: l’abbiamo detto sopra. Se usati con l’obiettivo principe del pop-up, permettono di distinguere tutto ciò che è pura informazione da tutto ciò che è promozione/pubblicità, instaurando una sorta di patto di sincerità con l’utente.

 

Cosa cambia dal 10 gennaio 2017

Se il pop-up viene usato correttamente, non succede nulla. In caso contrario, i dolori si faranno sentire presto.
La scelta di Google si inserisce in una politica più vasta, mirata a favorire la navigazione dei siti reponsive, che consentano all’utente di navigare in modo soddisfacente da mobile. Ancora troppe volte, specialmente da mobile, gli utenti abbandonano un sito web perchè non riescono ad accedere al contenuto principale della pagina a causa di pop-up troppo grandi. Dopo aver tentato senza successo di vincere la battaglia della “caccia alla X” per chiudere l’elemento, anche gli utenti più coraggiosi gettano la spugna.


Ecco perchè Google ha scelto di penalizzare questi siti web, declassandoli nel posizionamento sui motori di ricerca. Vi lasciamo con 2 esempi: uno negativo (banner intrusivi) e uno positivo (banner che continueranno ad essere considerati safe):

 

Esempi di elementi considerati Intrusivi

Interstitial intrusivo

Interstitial intrusivo
Fonte: Google

Interstitial intrusivo

Interstitial intrusivo
Fonte: Google

pop-up intrusivo

Pop-up intrusivo
Fonte: Google

 

Esempi di elementi considerati sicuri

Interstitial safe

Interstitial per cookie
Fonte: Google

Interstitial safe

Interstitial per la verifica dell’età
Fonte: Google

pop-up safe

Interstitial parziale
Fonte: Google

E ora, torniamo ai buoni propositi. Per coloro che operano nel mondo del web marketing, è bene aggiungere alla lista anche il buon proposito di non creare più banner o elementi che oscurino i contenuti dei siti web, ma di trovare soluzioni originali e creative per farli convivere in modo omogeneo sulle pagine web... e far felice sia Google sia gli utenti. Una bella sfida, non è vero? :)

Se non siete così sicuri che i vostri pop-up e i vostri banner siano conformi alle nuove norme Google, chiamateci al n.0444 19 76 867 scriveteci su Facebook, LinkedIn,Twitter o, se siete timidi, direttamente via mail :)

 

 

Ilaria Boschetto
(Linkedin)

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