Italiani e media: il Mobile fa ringiovanire – Rapporto CENSIS

Quali sono le abitudini mediatiche degli italiani? Come cambia il panorama mass-mediale nel Bel Paese in un mondo dove online e offline si intergrano in modo sempre più naturale? Ce lo illustra il Rapporto CENSIS sulla comunicazione 2017. Analizziamo i principali risultati.

Gli italiani frequentano la rete in modo sempre più convinto e abituale: Internet è utilizzato dal 75.1% della popolazione totale italiana. Oggi un italiano su tre in più rispetto a quanto succedeva 10 anni fa ha una connessione Internet.

 

utilizzo mobile

 

ITALIANI: PER LORO LA RETE È MOBILE

Quando gli italiani frequentano la rete, lo fanno da mobile. Considerando le spese per smartphone, servizi di telefonia e traffico dati, si rileva che nel 2017 sono stati spesi più di 22.8 miliarti di euro. La cifra è dovuta principalmente all’acquisto di dispositivi di ultima generazione, utilizzati dal 69,7% degli italiani.

Spese a parte, cosa si fa col mobile? La risposta è facile da intuire. Tutti coloro che hanno uno smartphone utilizza WhatsApp (69,7%), seguito da Facebook (56,2%) e Youtube (49,6%).

 

CAMBIA IL TEMPO E CAMBIANO LE ABITUDINI MEDIATICHE

Lo studio del CENSIS evidenzia come l’italiano medio abbia perso fiducia nei media tradizionali. “Il giornale non si legge più”, “le librerie sono sempre meno”, “in TV non c’è niente di interessante” sono espressioni comuni che evidenziano questa progressiva perdita di appeal. Con i dati alla mano, effettivamente solo circa il 35% delle persone acquista e legge quotidiani cartacei, ma allo stesso tempo l’incremento dei lettori digitali non è tale da giustificare una migrazione verso le testate online (ad oggi, il 25.5%). Settimanali e periodici vanno un po’ meglio (31% e 26%).

L’unica a resistere è la TV. Più del 92% degli italiani guarda il digitale terrestre, ma piano piano si fanno largo forme di consumo televisivo alternative. Se la tv satellitare ha raggiunto la metà delle case italiane, le web tv, le smart tv e le mobile tv iniziano ad essere considerate come alternative credibili. Complessivamente, generano un’utenza del 26,8% (in un anno la mobile tv ha raddoppiato i suoi utenti, con un utilizzo del 22,1%).

Netflix, invece, merita un ragionamento a parte. Poco più dell’11% degli italiani guarda film, serie tv e documentari tramite questa piattaforma, in leggero aumento rispetto all’anno precedente. Il suo pubblico è formato da giovanissimi e da persone con un’istruzione medio-alta.

 

utilizzo della TV in Italia

 

Anche la radio non molla. Tra i media più tradizionali, non perde il suo fascino. Nel complesso, l’82,5% degli italiani ascolta la radio, soprattutto in macchina. Il drive time, infatti, è la fascia oraria con i picchi di ascolto più alti, ma aumentano gli ascoltatori di podcast e web radio.

Spotify, il più popolare servizio di streaming musicale, viene fruito dal 10,4% delle persone, che lo usano come luogo principale per ascoltare musica.

 

IL GAP GENERAZIONALE SI RIDUCE E GLI ADULTI RINGIOVANISCONO

Il mobile mantiene giovani, per farla breve. Il Rapporto CENSIS evidenzia un paio di dati su cui riflettere.

Il primo: la penetrazione di Internet. Da un lato, il 90% degli italiani più giovani (a cavallo tra la GEN Z e i Millennial, tra i 14 e i 29 anni) utilizza Internet da mobile. Dall’altro, solamente il 35% degli over 65 usa la rete.

Il secondo: il consumo dei quotidiani. La percentuale dei giovani che ne leggono uno è la metà di quella degli anziani.

Quello che sta accadendo è una sorta di giovanilizzazione degli adulti. Le persone con fascia di età 30-44 sta assimilando i gusti e le abitudini di consumo mediatico tipiche dei più giovani. Utilizzano con disinvoltura i social network, i servizi di messaggistica e le web tv, proprio come i loro figli. La fascia over 65, invece, pur utilizzano la rete, lo fa per recuperare informazioni, per leggere, ma stenta ad abbandonare i media tradizionali.

media

 

L’importanza di questo studio, indipendentemente dalle percentuali, ci consegna un dato essenziale: il mobile è diventato parte della vita. Il mobile è sinonimo di Internet, di contenuto, di socialità. E questo trend non può che consolidarsi in modo sempre più natuale e profondo.

 

Fonte: CENSIS

 

Ilaria Boschetto

(Linkedin)

 

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